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Progetto K a i o w á
I Guaraní-Kaiowá, tristemente noti per l'altissimo numero di suicidi verificatosi negli ultimi quindici anni, hanno subito, soltanto nel secolo scorso, violenze paragonabili a quelle subite al tempo del contatto e nei secoli successivi: depredazione di terre, deportazioni forzate, distruzione dell'habitat tradizionale e - soprattutto - di modi di vita e di pensiero che da quell'habitat traevano il proprio significato e la fonte stessa di esistenza. Trecentoquarantanove Guaraní-Kaiowá si sono suicidati dal 1986 al 2000. I Kaiowá sono infatti tutt'uno con i propri tekoha, da teko, modo di essere e ha, spazio dove i Guaraní-Kaiowá realizzano il proprio modo di essere. La terra cui essi anelano non è qualsiasi terra: è quella dove sono i luoghi sacri citati dalle mitologie, su cui gli antenati hanno vissuto e dove sono stati sepolti.Era il luogo su cui sorgeva la Ogaguasu, la grande casa comune che ospitava anche più di 100 persone, appartenenti alla famiglia estesa. Il capo del tekoha era il Nande Ru (nostro Padre) figura politica e religiosa al medesimo tempo, poi sostituita dal capitão. Era lui che organizzava le Aty Guasu, le grandi assemblee in cui si decideva la condotta della società e che era detentore del patrimonio mitico del suo gruppo (cacique). Infine era anche sciamano (pajé), mediatore fra il mondo degli uomini e degli spiriti e conoscitore dei rimedi per i mali del corpo e dell'anima (rezador). Ma con le loro
terre i Guaraní persero anche le proprie figure tradizionali
e molti dei loro rituali, come il famoso rito di iniziazione all'età
adulta che, presso i Guaraní si effettuava attraverso la perforazione
del labbro inferiore e l'inserimento di un bastoncino (tembetá).
La piccola comunità di Takuara nel Mato Grosso del Sud è una delle tante comunità kaiowá che vivono ai confini tra Brasile e Paraguay, Marcos Veron era il loro capo, la loro guida. Da alcuni mesi la comunità di Marcos viveva ai margini di un'autostrada, in attesa di poter rioccupare nuovamente la terra da cui erano stati ingiustamente cacciati dalle guardie private degli allevatori che, giorno dopo giorno e con il benestare dei governi locali, estendono illegalmente i confini dei loro possedimenti. Il 13 gennaio 2001, Marcos Veron è stato barbaramente ucciso. Marcos era un leader importante, famoso in Brasile per essere stato il primo a dare il via alla rioccupazione pacifica delle terre native da parte delle diverse comunità Guaraní-Kaiowá. Due anni fa aveva guidato la riconquista di 64 ettari di territorio che originariamente si estendeva per oltre 9 mila ettari. Nonostante che i due ordini di sfratto che seguirono alla occupazione fossero stati annullati da un giudice federale, la sua comunità venne lo stesso cacciata in maniera violenta dalle guardie armate degli allevatori. Abbiamo conosciuto Marcos e oggi vogliamo restare accanto alla sua gente che attende l'esito di un processo contro i fantasmi che hanno portato via la loro guida, il loro capo, l'uomo che era volato fino in Europa per ricordarci che ai margini dei margini vivono uomini e donne che vedono ogni giorno calpestato il loro diritto a vivere una vita almeno dignitosa. Originariamente
i Guaraní-Kaiowá abitavano tutta la parte meridionale
dello Stato del Mato Grosso del Sud (al confine col Paraguay), ma
a seguito di logiche economiche di sfruttamento delle risorse e del
territorio, le comunità sono state espulse, confinate in riserve:
il termine portoghese usato per definire questo processo è
encurralamento che significa chiudere il bestiame nei recinti.
Linvasione delle terre dei Kaiowá inizia fin dal 1800:
lo sfruttamento intensivo del suolo e la conseguente distruzione delle
foreste, la contaminazione dei fiumi, la scomparsa dei riti tradizionali
che traevano proprio dallhabitat le condizioni ideali e materiali
necessarie alla loro esistenza, le nuove malattie (mortali per le
popolazioni indigene) hanno determinato lodierna condizione
di estrema povertà di questa popolazione.
Brasile:
i drammatici record registrati dal governo Lula sul fronte indigeno BRASILE:
i bambini guaraní muoiono di fame Appello
Guaraní-Kaiowá Fazenderos
contro Indios Assassinato
il profeta degli Indios senza terra L'avvocato
Nereu Schneider, impegnato dal 1985 per la causa indigena, lancia un
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